Idee sull’Universo – Un’indagine sulle grandi domande relative all’Universo: Di che cosa è fatto l’Universo? Che cos’è l’energia scura? E’ stato effettivamente il Big-Bang l’istante iniziale che ha dato origine all’Universo o si può parlare di uno stato fisico prima del Big-Bang? Ripercorrendo le principali tappe storiche del pensiero scientifico, dalle prime idee sull’Universo, passando attraverso Galileo, Newton ed Einstein, per arrivare ai nostri giorni, l’autore presenta una rassegna di ciò che sappiamo sul macrocosmo, cioè l’Universo delle stelle e delle galassie descritto dalla relatività generale, e sul microcosmo, l’Universo cioè degli atomi e delle particelle elementari descritto invece dalla meccanica quantistica.

 


Enigmi Astrofisici – Da cosa ha avuto origine l’Universo? Che cosa c’era prima del Big Bang? Di che cosa è fatto il 96 dell’Universo? Quale sarà il destino del cosmo? Esistono altri universi al di fuori del nostro? Assieme alla necessità di rispondere alle grandi domande esistono, da un lato, problemi di natura teorica, cioè la ricerca di teorie che siano in grado di spiegare certi fenomeni fisici o alcuni dati osservativi, e dall’altro problematiche di tipo sperimentale, ossia la difficoltà di realizzare esperimenti in laboratorio che siano in grado di studiare un particolare fenomeno fisico da cui sia possibile verificare o smentire una teoria. In questo testo, l’autore ci accompagna in un viaggio affascinante che inizia dal più grande dei misteri dell’astronomia, il Big Bang, e prosegue attraverso dieci capitoli passando in rassegna alcuni tra i temi più fondamentali della cosmologia.


L’Universo Infante – La radiazione cosmica di fondo rappresenta uno dei pilastri fondamentali su cui si fonda il modello cosmologico standard. Si tratta della luce più antica che siamo in grado di osservare e possiamo immaginarla come una sorta di ‘eco primordiale’ residuo della grande esplosione iniziale, il Big Bang, da cui ha avuto origine il nostro Universo. Lo studio della radiazione cosmica di fondo è di fondamentale importanza per la cosmologia perché fornisce preziosi indizi sullo stato fisico in cui si trovava l’Universo infante circa 380.000 anni dopo il Big Bang. Le mappe del cielo sempre più dettagliate relative alle minuscole variazioni di temperatura ottenute dai satelliti nel corso degli ultimi vent’anni contengono così tante informazioni che gli scienziati sono stati in grado di misurare il contenuto di materia e di energia di cui è composto l’Universo, di determinare la sua età e il tasso di espansione dello spazio con una precisione senza precedenti. Se da un lato la singolarità iniziale del Big Bang rappresenta il mistero più profondo della moderna cosmologia e rimane al momento inaccessibile, dall’altro gli scienziati vogliono capire come hanno avuto origine le strutture cosmiche da cui si sono formate nel corso del tempo le stelle, le galassie e gli ammassi di galassie. I dati osservativi supportano uno scenario, noto come inflazione cosmica, in base al quale l’Universo subì una fase di rapida espansione esponenziale, subito dopo il Big Bang, che amplificò le minuscole fluttuazioni quantistiche primordiali portandole su scale cosmiche di cui vediamo oggi le tracce impresse nella radiazione cosmica di fondo. Per studiare queste ‘impronte digitali cosmiche’, e quindi verificare indirettamente se il processo dell’inflazione sia avvenuto o meno, occorre osservare la luce più antica. Nonostante gli eccellenti risultati ottenuti recentemente dal satellite Planck, tuttavia esistono delle anomalie presenti nella mappa della radiazione cosmica che non sembrano essere consistenti con il quadro generale descritto dal modello cosmologico del Big Bang.


cop_etCiviltà Extraterrestri – Siamo le sole creature nell’universo dotate d’intelligenza? Sappiamo che i pianeti sono molto comuni ed è difficile pensare che esistano pochi mondi dove la vita si è evoluta fino all’intelligenza. Ma come facciamo a provarlo? Il programma SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence) persegue un obiettivo: intercettare segnali artificiali da civiltà aliene. Si tratta di un sogno e frustrazione per molti scienziati, una sfida che, semmai avesse successo, costituirebbe una delle scoperte più importanti per l’umanità. Tuttavia, dopo oltre sessant’anni il cosmo rimane silente. Sono adeguati i metodi di ricerca? E poi, quali conseguenze potrebbero emergere dalla rivelazione di un segnale alieno? Oggi viviamo in un momento unico nella storia della nostra civiltà, ossia l’era della conoscenza tecnologica in cui il “primo contatto” può diventare possibile. Prefazione a cura di Seth Shostak.